Qualsiasi immobile dispone di un valore intrinseco e sarebbe perciò idoneo a garantire un finanziamento mediante iscrizione ipotecaria.
Ai fini del mutuo casa però le cose vanno diversamente. Infatti le banche si mostrano interessate ad acquisire la garanzia soltanto su un ristretto gruppo di immobili. Che devono rispettare precisi criteri.
Le considerazioni prendono in esame quattro argomenti.
Poiché il mercato delle abitazioni è molto più vivace e stabile di quello degli immobili agricoli, commerciali ed industriali, le banche effettuano una prima restrizione in questo senso.
Con le abitazioni la rivendita forzata sarà favorita dalla dimensione della platea di potenziali interessati.
Ecco perché nel caso dei mutui a privati è usualmente richiesto che l'unità da costituire in garanzia sia un'abitazione. Di nome e di fatto.
Di nome nel senso che deve risultare accatastata come tale.
Ciò risulterà con
chiarezza dalla categoria attribuita presso il catasto, che dovrà essere la
"A", ovvero quella prevista per le abitazioni.
NOTA: eventuali pertinenze censite in categorie catastali diverse, come il box
o un magazzino accessorio, non costituiranno un problema purché rappresentino
una quota modesta del valore complessivo. Stessa considerazione quando si
tratta di terreni annessi all'abitazione.
Di fatto perché l'unità dovrà apparire effettivamente utilizzabile come
abitazione. Ruderi o immobili malconci non risulteranno graditi.
NOTA: in alcuni casi la banca potrà prendere in considerazione beni malridotti
in presenza di un preciso programma di ristrutturazione, documentato da
autorizzazioni amministrative per l'esecuzione delle opere edili.
In tal caso,
con tutta probabilità, le somme del mutuo verranno però rilasciate a Stato
Avanzamento Lavori.
Il principio guida è che un'unità veramente utile a recuperare il credito deve
potersi piazzare facilmente sul mercato.
Diversamente, se il bene è commercialmente poco appetibile, in caso di vendita
forzata succederà che l'asta giudiziaria "andrà deserta", cioè non si
presenteranno acquirenti nonostante l'offerta ad un prezzo inferiore a quello
stimato.
La principale considerazione in merito riguarderà l'ubicazione dell'unità.
Qualora si trovi in un'area caratterizzata da un interesse commerciale molto
scarso, essa risulterà inutilizzabile ai fini del mutuo.
Una sensazione del livello di commerciabilità risulterà immediata a chiunque abiti da qualche tempo nella zona. Quando immobili analoghi rimangono invenduti per anni, il bene non sarà giudicato favorevolmente neppure dalla banca.
Le costruzioni abusive contravvengono la legge e potrebbero conseguentemente
essere abbattute.
Anche abusi soltanto parziali possono costituire un serio problema per la banca
visto che gli atti di compravendita che li riguardano sono "nulli".
Poiché l'ipoteca viene rilasciata dal nuovo proprietario, in caso di nullità
dell'atto di acquisito si invaliderebbero anche gli effetti dell'iscrizione
ipotecaria.
Se uno o più dei trasferimenti di proprietà dell'ultimo ventennio sono avvenuti per donazione o in forza di testamento ed i donanti (o i defunti) non sono deceduti da almeno dieci anni, la banca non accetterà di iscrivere l'ipoteca sul bene, a causa del rischio di azione di un erede legittimo danneggiato.
Una diversa problematica insorge quando il proprietario si trova in cattive
acque, rischiando azioni giudiziali o addirittura il fallimento.
Se la
situazione è nota alla banca, essa giudicherà troppo rischioso utilizzare il
bene in garanzia.
Le probabili esecuzioni immobiliari potrebbero infatti
ridurre o perfino annullare l'efficacia dell'ipoteca iscritta.